Cenerentola

Mia Lecomte

Ho provato di nuovo ma stavolta tenevo le scarpe
fino in fondo tutte e due
punte e tacchi a scandire il passaggio
sagomando con dolore un calzato volatile
quella mia vecchia cenere nelle forme che deve

pochi passi da carrozza a castello
in senso inverso
le mie scarpe come monache bianche
in ascesi per un dio blasonato
sopra i tacchi tutte e due
aspirando per prime alla luce

poi è successo
di nuovo

prima una e poi l’altra
ma stavolta sono stata più accorta
le ho scagliate davvero lontane
per finire tutte e due
ho sentito la pietra la piazza il castello
dalla pianta dei piedi a liberare la notte
senza feste né principi
solamente la notte 
fatta sangue lesta a scorrere
nuda ai piedi